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	<description>Informazione Sociale Quotidiana</description>
	<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 17:00:41 +0000</pubDate>
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		<category>News &amp; Politics</category>
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		<itunes:keywords>ambiente, conflitti, cooperazione, diritti, economia, politica, informazione sociale</itunes:keywords>
		<itunes:subtitle>Informazione sociale e programmi di approfondimento dalla redazione di AMISnet.</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet e' un'agenzia radiofonica attiva da oltre 9 anni. La sua principale attivita' consiste nella produzione e la distribuzione di prodotti radiofonici di approfondimento a circa 35 radio italiane. Il podcast e' una selezione quotidiana dei servizi audio distribuiti tramite i siti del network Amisnet.</itunes:summary>
		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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			<title>Amisnet</title>
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		<title>Migranti: la scure severa dei nuovi provvedimenti sicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 17:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i richiedenti asilo.</p>
<p>Secondo le prime indagini, <span style="font-size: 10pt">Jussef Abobakr, </span>un giovane ghanese sbarcato in Sicilia lo scorso 25 maggio, sarebbe morto per un malore, ma quello che si teme è che le condizioni del deceduto siano state aggravate dall&#8217;assunzione di psicofarmaci, di cui si fa largo uso in questi centri.</p>
<p>Con le nuove norme che il vigente governo sta per approvare, ci ha spiegato l&#8217;avvocato dell&#8217;Asgi Fulvio Vassallo Paleologo, i centri di identificazione, permanenza temporanea,  e accoglienza saranno regolati ancora più severamente.</p>
<p>Il centro polifunzionale di Caltanissetta dove stava Jussef è uno snodo per migranti, al pari di quelli di Crotone, Gorizia, Gradisca d&#8217;Isonzo. Un grande recinto che contiene al suo interno recinti più piccoli: un centro di permanenza temporanea per gli immigrati che devono essere espulsi, per i quali si attendono i documenti di viaggio o l&#8217;organizzazione del volo; un centro di identificazione, dove si accolgono gli immigrati appena arrivati;  eun centro di accoglienza per i richiedenti asilo, dove si trovano le persone la cui domanda di asilo è stata già accolta, che aspettano di avere una risposta dopo che la Commissione territoriale avrà analizzato il loro caso.<br />
Il decreto legislativo 25 del 2008, uno degli ultimi atti del governo Prodi, ha dato attuazione a una direttiva comunitaria che ha prodotto due fondamentali novità: prima di tutto la polizia non ha più il potere discrezionale di stabilire se una domanda è infondata ma deve trasmettere tutte le domande alla Commissione Territoriale competente, provvedendo a trasferire la persona che fa richiesta di asilo in un centro di accoglienza; la seconda novità è che le persone che stanno nei centri di accoglienza per richiedenti asilo possono uscire liberamente la mattina per fare rientro la sera.</p>
<p>&#8220;Su queste due novità, introdotte a Gennaio e operative da marzo, si abbatterà presto la scure dei provvedimenti di sicurezza già in parte anticipati dalle prassi di polizia&#8221; spiega Paleologo, &#8220;Quindi gli immigrati che hanno fatto o che faranno la richiesta di asilo saranno chiusi nel centro senza potere più uscire, come invece era previsto dal decreto legislativo 25 del 2008. Con la nuova legge poi tutti quelli che arriveranno e non otterranno l&#8217;asilo potranno essere espulsi anche prima che il giudice decida sul loro caso, queste norme violano l&#8217;art.3 della Commissione Europea di salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo, che vieta l&#8217;espulsione di persone che provengono da paesi nei quali possono subire torture e trattamenti inumani&#8221;.</p>
<p>Per quanto riguarda i rifugiati politici, l&#8217;asilo politico previsto dalla nostra Costituzione descrive un&#8217; ipotesi di asilo che è molto più ampia di quella prevista dalla Convenzione di Ginevra e dalle norme comunitarie, &#8220;ma a livello di applicazioni concrete  ormai si fa un&#8217;applicazione molto ridotta dell&#8217;Art.10 della Costituzione, anche perchè la Corte di Cassazione ha fornito una lettura molto restrittiva di questa norma e quindi i giudici che si conformano non applicano praticamente più questo articolo&#8221; conclude l&#8217;avvococato dell&#8217;Asgi.</p>
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		<itunes:subtitle>Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Imbarazzante silenzio sulla morte di Jussef, il diciannovenne deceduto nella notte tra il 29 e il 30 giugno nel centro  polifunzionale di Pian del Lago,  Caltanissetta. Mentre il giovane si spegneva misteriosamente nel centro per migranti, il nostro governo si confrontava sui nuovi provvedimenti sicurezza: misure restrittive e polso di ferro con i richiedenti asilo.

Secondo le prime indagini, Jussef Abobakr, un giovane ghanese sbarcato in Sicilia lo scorso 25 maggio, sarebbe morto per un malore, ma quello che si teme egrave; che le condizioni del deceduto siano state aggravate dall'assunzione di psicofarmaci, di cui si fa largo uso in questi centri.

Con le nuove norme che il vigente governo sta per approvare, ci ha spiegato l'avvocato dell'Asgi Fulvio Vassallo Paleologo, i centri di identificazione, permanenza temporanea,  e accoglienza saranno regolati ancora piugrave; severamente.

Il centro polifunzionale di Caltanissetta dove stava Jussef egrave; uno snodo per migranti, al pari di quelli di Crotone, Gorizia, Gradisca d'Isonzo. Un grande recinto che contiene al suo interno recinti piugrave; piccoli: un centro di permanenza temporanea per gli immigrati che devono essere espulsi, per i quali si attendono i documenti di viaggio o l'organizzazione del volo; un centro di identificazione, dove si accolgono gli immigrati appena arrivati;  eun centro di accoglienza per i richiedenti asilo, dove si trovano le persone la cui domanda di asilo egrave; stata giagrave; accolta, che aspettano di avere una risposta dopo che la Commissione territoriale avragrave; analizzato il loro caso.
Il decreto legislativo 25 del 2008, uno degli ultimi atti del governo Prodi, ha dato attuazione a una direttiva comunitaria che ha prodotto due fondamentali novitagrave;: prima di tutto la polizia non ha piugrave; il potere discrezionale di stabilire se una domanda egrave; infondata ma deve trasmettere tutte le domande alla Commissione Territoriale competente, provvedendo a trasferire la persona che fa richiesta di asilo in un centro di accoglienza; la seconda novitagrave; egrave; che le persone che stanno nei centri di accoglienza per richiedenti asilo possono uscire liberamente la mattina per fare rientro la sera.

"Su queste due novitagrave;, introdotte a Gennaio e operative da marzo, si abbatteragrave; presto la scure dei provvedimenti di sicurezza giagrave; in parte anticipati dalle prassi di polizia" spiega Paleologo, "Quindi gli immigrati che hanno fatto o che faranno la richiesta di asilo saranno chiusi nel centro senza potere piugrave; uscire, come invece era previsto dal decreto legislativo 25 del 2008. Con la nuova legge poi tutti quelli che arriveranno e non otterranno l'asilo potranno essere espulsi anche prima che il giudice decida sul loro caso, queste norme violano l'art.3 della Commissione Europea di salvaguardia dei diritti dell'uomo, che vieta l'espulsione di persone che provengono da paesi nei quali possono subire torture e trattamenti inumani".

Per quanto riguarda i rifugiati politici, l'asilo politico previsto dalla nostra Costituzione descrive un' ipotesi di asilo che egrave; molto piugrave; ampia di quella prevista dalla Convenzione di Ginevra e dalle norme comunitarie, "ma a livello di applicazioni concrete  ormai si fa un'applicazione molto ridotta dell'Art.10 della Costituzione, anche perchegrave; la Corte di Cassazione ha fornito una lettura molto restrittiva di questa norma e quindi i giudici che si conformano non applicano praticamente piugrave; questo articolo" conclude l'avvococato dell'Asgi.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Anti G8: domani la prima giornata di azione globale, i consigli del legal team dalla diretta di Sapporo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 11:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Akira vs G8]]></category>

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		<description><![CDATA[Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace &#8220;cambiare il vetice del G8, costruendo alternative&#8221;, che partira&#8217; da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E&#8217; sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra&#8217; un mini corteo anicipatorio.
Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg"><img class="size-medium wp-image-5163 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg" alt="Anti G8 08 demonstration (foto iskra)" /></a>Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace &#8220;cambiare il vetice del G8, costruendo alternative&#8221;, che partira&#8217; da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E&#8217; sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra&#8217; un mini corteo anicipatorio.</p>
<p style="text-align: left">Anche in Europa ci si prepara alle proteste anti g8 mentre in Giappone gli attivisti si stanno gia&#8217; spostando da Tokyo a Sapporo per prendere parte alle proteste.</p>
<p style="text-align: left">Hanno preso il via inoltre anche le prime riunioni nei campi, dove si tengono regolari assemblee in cui vengono decise le azioni. Esiste un campo anche nella citta&#8217; di Sapporo, a Toubetsu, dove pero&#8217; per il movimento si trovano solo una trentina di persone. E&#8217; nei due campi vicini al Lago di Toya che e&#8217; infatti concentrato il movimento internazionale; questo perche&#8217; si tratta delle postazioni piu&#8217; vicine alla sede del summit. Si stanno inoltre preparando i blocchi al vertice ma la situazione e&#8217; ben differente dall&#8217;esperienza dell&#8217;anno scorso, a Rostock, in Germania, dove la disobbedienza civile era in qualche modo riuscita a bloccare giornalisti ed alcuni capi di Stato che hanno cosi&#8217; dovuto recarsi al vertice in elicottero.</p>
<p style="text-align: left">Le informazioni raccolte nel corso di quella esperienza dalla sicurezza tedesca sono state consegnate alla polizia giapponese che quindi ha potuto prendere le dovute precauzioni. Una di queste, oltre alla scelta ancora una volta di un posto isolato e circondato da acqua, e&#8217; quella di porre la linea rossa ad una distanza superiore rispetto a quella applicata al vertice di Rostock.</p>
<p style="text-align: left">Molti attivisti giapponesi partecipaeranno alle proteste ma hanno gia&#8217; comunicato che per loro si tratta della prima manifestazione della vita. Nessuna esperienza, dunque, e questo pone un grosso punto interrogativo sull&#8217;esito delle proteste. Stessa inesperienza vale per la polizia giapponese. Si tratta di giovani polizizotti anti sommosa affiancati in questi mesi da agenti in pensione, reduci delle proteste degli anni &#8216;50 e &#8216;60. Sono stati loro ad insegnargli come usare gli scudi di protezione o reagire ai cordoni. Inoltre, essendo a corto di uomini, la polizia giapponese ha anche chiamato all&#8217;opera poliziotti solitamente impiegati in altre mansioni, oltre che cittadini volontari volti a sorvegliare i quartieri.</p>
<p style="text-align: left">Per queste ragioni, il Legal Team WATCH, gia&#8217; chiamato a riolvere i diversi problemi all&#8217;entrata in Giappone di molti ativisti internazionali, mostra particolari preoccupazioni al riguardo.</p>
<p style="text-align: left">In questi giorni ha diffuso un documento con informazioni utili ai disobbedienti: ad esempio non e&#8217; reato coprirsi e proteggersi con indumenti in caso di attacco della polizia. A quest&#8217;ultima inoltre non e&#8217; permesso fare foto senza alcuna ragione, ma il Legal Team ha gia&#8217; annunciato che probabilmente queste regole verranno disattese.</p>
<p style="text-align: left">Di questo parliamo nella terza diretta streaming di Akira vs G8 ascoltando un&#8217;intervista realizzata con uno dei membri del WATCH. Ospiti della puntata anche un media attivista di Hong Kong fermato dalla polizia giapponese in aeroporto per 16 ore.</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg">
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5578_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5522_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5522_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5559_200_x_250/' title='Anti G8 2008'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5559_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='http://amisnet.org/agenzia/2008/07/04/anti-g8-domani-la-prima-giornata-di-azione-globale-la-terza-diretta-streaming-da-sapporo-dalle-ore-1430/dscn5519_200_x_250/' title='Anti G8'><img src="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5519_200_x_250.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" /></a>
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</a><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5578_640_x_4801.jpg"></a></p>
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		<itunes:summary>Il movimento internazionale ha fatto la sua prima chiamata alla giornata di azione globale per domani 5 luglio con il corteo per la pace "cambiare il vetice del G8, costruendo alternative", che partira' da Odori Park, Sapporo, alle ore 15. E' sempre da qui che oggi, alle ore 18, si terra' un mini corteo anicipatorio.
Anche in Europa ci si prepara alle proteste anti g8 mentre in Giappone gli attivisti si stanno gia' spostando da Tokyo a Sapporo per prendere parte alle proteste.
Hanno preso il via inoltre anche le prime riunioni nei campi, dove si tengono regolari assemblee in cui vengono decise le azioni. Esiste un campo anche nella citta' di Sapporo, a Toubetsu, dove pero' per il movimento si trovano solo una trentina di persone. E' nei due campi vicini al Lago di Toya che e' infatti concentrato il movimento internazionale; questo perche' si tratta delle postazioni piu' vicine alla sede del summit. Si stanno inoltre preparando i blocchi al vertice ma la situazione e' ben differente dall'esperienza dell'anno scorso, a Rostock, in Germania, dove la disobbedienza civile era in qualche modo riuscita a bloccare giornalisti ed alcuni capi di Stato che hanno cosi' dovuto recarsi al vertice in elicottero.
Le informazioni raccolte nel corso di quella esperienza dalla sicurezza tedesca sono state consegnate alla polizia giapponese che quindi ha potuto prendere le dovute precauzioni. Una di queste, oltre alla scelta ancora una volta di un posto isolato e circondato da acqua, e' quella di porre la linea rossa ad una distanza superiore rispetto a quella applicata al vertice di Rostock.
Molti attivisti giapponesi partecipaeranno alle proteste ma hanno gia' comunicato che per loro si tratta della prima manifestazione della vita. Nessuna esperienza, dunque, e questo pone un grosso punto interrogativo sull'esito delle proteste. Stessa inesperienza vale per la polizia giapponese. Si tratta di giovani polizizotti anti sommosa affiancati in questi mesi da agenti in pensione, reduci delle proteste degli anni '50 e '60. Sono stati loro ad insegnargli come usare gli scudi di protezione o reagire ai cordoni. Inoltre, essendo a corto di uomini, la polizia giapponese ha anche chiamato all'opera poliziotti solitamente impiegati in altre mansioni, oltre che cittadini volontari volti a sorvegliare i quartieri.
Per queste ragioni, il Legal Team WATCH, gia' chiamato a riolvere i diversi problemi all'entrata in Giappone di molti ativisti internazionali, mostra particolari preoccupazioni al riguardo.
In questi giorni ha diffuso un documento con informazioni utili ai disobbedienti: ad esempio non e' reato coprirsi e proteggersi con indumenti in caso di attacco della polizia. A quest'ultima inoltre non e' permesso fare foto senza alcuna ragione, ma il Legal Team ha gia' annunciato che probabilmente queste regole verranno disattese.
Di questo parliamo nella terza diretta streaming di Akira vs G8 ascoltando un'intervista realizzata con uno dei membri del WATCH. Ospiti della puntata anche un media attivista di Hong Kong fermato dalla polizia giapponese in aeroporto per 16 ore.
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		<title>Spagna: i diritti fondamentali vanno oltre la specie</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/03/spagna-i-diritti-fondamentali-vanno-oltre-la-specie/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/03/spagna-i-diritti-fondamentali-vanno-oltre-la-specie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 14:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khaldoun</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[In Spagna le &#8220;grandi scimmie&#8221; non saranno piu` oggetti di proprieta` ma soggetti di diritto. Una direttiva del Parlamento impegna il Governo di Madrid a riconoscere a orango, gorilla, simpanze` e bonobo i diritti fondamentali degli umani, sottraendoli allo sfruttamento e alle sofferenze della vivisezione e degli spettacoli circensi. A ispirare la decisione del Parlamento iberico il progetto &#8220;Great Apes&#8220;, ideato dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Spagna le &#8220;grandi scimmie&#8221; non saranno piu` oggetti di proprieta` ma soggetti di diritto. Una direttiva del Parlamento impegna il Governo di Madrid a riconoscere a orango, gorilla, simpanze` e bonobo i diritti fondamentali degli umani, sottraendoli allo sfruttamento e alle sofferenze della vivisezione e degli spettacoli circensi. A ispirare la decisione del Parlamento iberico il progetto &#8220;<a href="http://www.greatapeproject.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.greatapeproject.org');">Great Apes</a>&#8220;, ideato dai filosofi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Peter_Singer" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.wikipedia.org');">Peter Singer</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Cavalieri" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.wikipedia.org');">Paola Cavalieri</a>, che sostiene che i primati abbiano una individualità paragonabile a quella umana. Dai primati il diritto alla vita e alla libertà dovrebbero poi essere estesi, secondo i due pensatori, a tutti gli esseri sensienti.</p>
<p>La notizia ha causato una aspra polemica. La sezione spagnola di Amnesty International ha espresso il suo stupore per il fatto che si lotti per i diritti delle scimmie quando ancora non sono garantiti i diritti umani a tutti gli uomini e l&#8217;arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastian, ha giudicato l&#8217;idea ridicola, sopratutto in considerazione del fatto che ancora non si riconoscano i diritti dell&#8217;embrione. Per gli animalisti invece la critica riguarda l&#8217;argomento portato a sostegno di questa direttiva, che si baserebbe sulle similitudini tra grandi scimmie ed esseri umani anziche` dal diritto degli animali in quanto tali.</p>
<p>In realta` quella spagnola e` una novita` in linea con altri cambiamenti legislativi ingervenuti in altri paesi, come la Gran Bretagna che ha proibito la vivisezione sui primati. La differenza sostanziale e` nel fatto che anziche` proibire una determinata pratica considerata crudele, in Spagna per la prima volta al mondo si vuole riconoscere lo status di soggetto di diritto ad animali non umani.</p>
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		<itunes:summary>In Spagna le "grandi scimmie" non saranno piu` oggetti di proprieta` ma soggetti di diritto. Una direttiva del Parlamento impegna il Governo di Madrid a riconoscere a orango, gorilla, simpanze` e bonobo i dirittinbsp;fondamentali degli umani, sottraendolinbsp;allo sfruttamento e alle sofferenzenbsp;della vivisezionenbsp;e degli spettacolinbsp;circensi. A ispirare la decisione del Parlamentonbsp;iberico il progetto "Great Apes",nbsp;ideato dai filosofi Peter Singer e Paola Cavalieri,nbsp;che sostiene che i primati abbianonbsp;una individualitagrave; paragonabile a quella umana.nbsp;Dai primati il diritto alla vita enbsp;alla libertagrave; dovrebbero poinbsp;essere estesi, secondo i due pensatori,nbsp;anbsp;tutti gli esseri sensienti.

La notizia ha causato una aspra polemica.nbsp;La sezione spagnola di Amnesty International ha espresso il suo stupore per il fatto che si lotti per i diritti delle scimmie quando ancora non sono garantiti i diritti umani a tutti gli uomini e l'arcivescovo di Pamplona, Fernando Sebastian, hanbsp;giudicato l'ideanbsp;ridicola, sopratutto in considerazione del fatto che ancoranbsp;non si riconoscano i diritti dell'embrione. Per gli animalisti invece la critica riguarda l'argomento portato a sostegno di questa direttiva, che si baserebbe sulle similitudini tra grandi scimmie ed esseri umani anziche` dal diritto degli animali in quanto tali.

In realta` quella spagnola e` una novita` in linea con altri cambiamenti legislativi ingervenuti in altri paesi, come la Gran Bretagna che ha proibito la vivisezione sui primati. La differenza sostanziale e` nel fatto che anziche` proibire una determinata pratica considerata crudele, in Spagna per la prima volta al mondo si vuole riconoscere lo status di soggetto di diritto ad animali non umani.</itunes:summary>
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		<title>Contro G8: il summit delle popolazioni indigene, la seconda diretta da Sapporo</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 09:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l&#8217;identita&#8217; di popolazioni indigene, le cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/e382b3e38394e383bc-efbd9e-34.jpg"><img class="size-medium wp-image-5142 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/e382b3e38394e383bc-efbd9e-34.jpg" alt="" width="331" height="278" /></a>I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l&#8217;identita&#8217; di popolazioni indigene, le cui terre vengono spesso invase e distrutte per costruire mega dighe, piantagioni, gasdotti, etc&#8230;</p>
<p>Se ne e&#8217; appunto discusso in una delle quattro giornate del Contro G8 dedicate alla causa delle popolazioni indigene. Un&#8217;attenzione significativa quella attribuita dal movimento giapponese a questo tema e che si deve al fatto che proprio il Giappone, nel 1871, decise di incorporare al suo interno l&#8217;antica civilta&#8217; AINU, originaria dell&#8217;isola di Hokkaido, paradossalmente anche sede del prossimo vertice. Da quella data, questa popolazione e&#8217; andata pian piano sparendo e con difficolta&#8217; e&#8217; riuscita comunque a conservare parte della propria cultura.</p>
<p>La gente AINU ha vissuto per migliaia di anni nell&#8217;Ezo settentrionale (l&#8217;attuale Sakhalin), nell&#8217;Ezo (Hokkaido), e nell&#8217;arcipelago Chishima (le isole Kuriles), nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura.</p>
<p>Nel 2007, l&#8217;ONU ha adottato la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni indigene, ma il governo giapponese si e&#8217; sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno 2008, guarda caso proprio in prossimita&#8217; del vertice, quando il parlamento giapponese ha finalmente conferito agli AINU lo status di popolazione idnigena dell&#8217;isola di Hokkaido.</p>
<p>&#8220;Questa decisione e&#8217; un passo importante - ha commento il giornalista attivista Tetsuo Matsuura - ma il fatto che il governo giapponese, dopo anni di lotta, abbia fatto questo proprio adesso, a pochi giorni dal vertice, mostra che si tratta piu&#8217; che altro di una decisione strategica. il governo si e&#8217; infatti sempre rifiutato di accettare che all&#8217;alternative summit si discutesse degli AINU ma alla fine ha dovuto cedere e quindi ha deciso di fare questa performance. Per questa ragione e&#8217; necessario monitorare il governo anche dopo il termine del G8&#8243;.</p>
<p>In ogni caso, adesso gli AINU possono godere di alcune sovvenzioni statali. Si tratta infatti di popolazioni molto povere perche&#8217; deturpate e stravolte nel loro modo di sopravvivere. Secoli di colonizzazione hanno poi costretto loro a cercare in tutti modi di salvaguardare la propria indentita&#8217; e per questo le loro case non sono sparpagliate e mischiate a quelle dei giapponesi ma vicine una all&#8217;altra come accadeva nei loro antichi villaggi.</p>
<p>Quella degli AINU e&#8217; una condizione comune a molte popolzioni indigene del mondo. Nel corso dell&#8217;Indigenous People Summit alcune di loro si sono incontrate per condivere le loro problematiche e trovare un modo comune per risolvere.</p>
<p><strong>In questa puntata di Akira vs G8 vi faremo sentire alcune delle loro testimonianze, come quella di Rosalina Tuyuc, indigena Maya del Guatemala, e Hideo Akibe, originario AINU.</strong></p>
<p><strong>Nel corso della puntata,vi aggiorneremo inoltre sugli utimi sviluppi del contro vertice.</strong></p>
<p><strong>Circa l&#8217;attivismo internazionale, la situazione per il momento e&#8217; molto tranquilla. I problemi sono soprattutto all&#8217;ingresso: non si conosce il numero preciso a causa delle difficolta&#8217; di reperimento delle informazioni, ma comunque sembrerebbero?diversi i casi di?persone che non sono riuscite ad entrare nel Paese o che sono state comunque oggetto di controlli severi e ore di colloqui. </strong></p>
<p><strong>Nulla pero&#8217; si puo&#8217; dire per il momento al riguardo. Per avere un quadro piu&#8217; preciso infatti occorrera&#8217; aspettare le proteste di strada, che</strong> <strong>prenderanno il via sabato 5 luglio a Sapporo. Da oggi intanto e&#8217; operativo il primo campo degli attivisti. Si trova nei dintorni di Sapporo e sara&#8217; aperto fino al 6 luglio, data dalla quale pobabilmente ci si spostera&#8217; al Lake Toya Camp, vicino alla sede del summit.</strong></p>
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		<itunes:subtitle>I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l'identita' di popolazioni indigene, le cui terre vengono spesso invase e distrutte per costruire mega dighe, piantagioni, gasdotti, etc...

Se ne e' appunto discusso in una delle quattro giornate del Contro G8 dedicate alla causa delle popolazioni indigene. Un'attenzione significativa quella attribuita dal movimento giapponese a questo tema e che si deve al fatto che proprio il Giappone, nel 1871, decise di incorporare al suo interno l'antica civilta' AINU, originaria dell'isola di Hokkaido, paradossalmente anche sede del prossimo vertice. Da quella data, questa popolazione e' andata pian piano sparendo e con difficolta' e' riuscita comunque a conservare parte della propria cultura.

La gente AINU ha vissuto per migliaia di anni nell'Ezo settentrionale (l'attuale Sakhalin), nell'Ezo (Hokkaido), e nell'arcipelago Chishima (le isole Kuriles), nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura.

Nel 2007, l'ONU ha adottato la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni indigene, ma il governo giapponese si e' sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno 2008, guarda caso proprio in prossimita' del vertice, quando il parlamento giapponese ha finalmente conferito agli AINU lo status di popolazione idnigena dell'isola di Hokkaido.

"Questa decisione e' un passo importante - ha commento il giornalista attivista Tetsuo Matsuura - ma il fatto che il governo giapponese, dopo anni di lotta, abbia fatto questo proprio adesso, a pochi giorni dal vertice, mostra che si tratta piu' che altro di una decisione strategica. il governo si e' infatti sempre rifiutato di accettare che all'alternative summit si discutesse degli AINU ma alla fine ha dovuto cedere e quindi ha deciso di fare questa performance. Per questa ragione e' necessario monitorare il governo anche dopo il termine del G8".

In ogni caso, adesso gli AINU possono godere di alcune sovvenzioni statali. Si tratta infatti di popolazioni molto povere perche' deturpate e stravolte nel loro modo di sopravvivere. Secoli di colonizzazione hanno poi costretto loro a cercare in tutti modi di salvaguardare la propria indentita' e per questo le loro case non sono sparpagliate e mischiate a quelle dei giapponesi ma vicine una all'altra come accadeva nei loro antichi villaggi.

Quella degli AINU e' una condizione comune a molte popolzioni indigene del mondo. Nel corso dell'Indigenous People Summit alcune di loro si sono incontrate per condivere le loro problematiche e trovare un modo comune per risolvere.

In questa puntata di Akira vs G8 vi faremo sentire alcune delle loro testimonianze, come quella di Rosalina Tuyuc, indigena Maya del Guatemala, e Hideo Akibe, originario AINU.

Nel corso della puntata,vi aggiorneremo inoltre sugli utimi sviluppi del contro vertice.

Circa l'attivismo internazionale, la situazione per il momento e' molto tranquilla. I problemi sono soprattutto all'ingresso: non si conosce il numero preciso a causa delle difficolta' di reperimento delle informazioni, ma comunque sembrerebbero?diversi i casi di?persone che non sono riuscite ad entrare nel Paese o che sono state comunque oggetto di controlli severi e ore di colloqui. 

Nulla pero' si puo' dire per il momento al riguardo. Per avere un quadro piu' preciso infatti occorrera' aspettare le proteste di strada, che prenderanno il via sabato 5 luglio a Sapporo. Da oggi intanto e' operativo il primo campo degli attivisti. Si trova nei dintorni di Sapporo e sara' aperto fino al 6 luglio, data dalla quale pobabilmente ci si spostera' al Lake Toya Camp, vicino alla sede del summit.</itunes:summary>
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		<title>Sud Africa: 500 sfollati dello Zimbabwe rispediti nella bocca del leone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 11:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sarebbero circa 500 i cittadini dello Zimbabwe sfollati dal centro di detenzione di Musina, Sud Africa. Uomini, donne e bambini che cercavano di fuggire dalla violenza e instabilità del loro paese e che le autorità sud africane hanno rispedito in patria.Il centro di detenzione ospitava fino al 27 giugno 400 uomini, 50 donne e 15 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbero circa 500 i cittadini dello Zimbabwe sfollati dal centro di detenzione di Musina, Sud Africa. Uomini, donne e bambini che cercavano di fuggire dalla violenza e instabilità del loro paese e che le autorità sud africane hanno rispedito in patria.<span id="more-5132"></span>Il centro di detenzione ospitava fino al 27 giugno 400 uomini, 50 donne e 15 bambini, il triplo rispetto al solito. Persone che cercavano di scappare alla preoccupante situazione politica del loro paese, da mesi teatro di scontri a causa delle contestatissime elezioni presidenziali. Un team di Medici Senza Frontiere ha fatto visita al campo sovraffollato ed è tornato il giorno successivo per portare generi di soccorso, ma quando i medici sono tornati, nel campo non c&#8217;era più nessuno. MSF si è rivolta alle autorità sudafricane che hanno confermato quello che si temeva: i cittadini dello Zimbabwe sono stati riportati al di là del confine.</p>
<p>&#8220;Non è la prima volta che il Sud Africa attua deportazioni ma attuarle in un momento così delicato per lo Zimbabwe, in cui si sta svolgendo il ballottaggio ci lascia scioccati&#8221;, dichiara Rachel Cohen, capo missione di MSF in Sud Africa. &#8220;Non solo, secondo la legge sudafricana dovrebbe essere garantito a qualsiasi migrante l&#8217;accesso alle cure primarie gratuite, e questo spesso non avviene&#8221;, aggiunge Gianluigi Lopes, MSF.</p>
<p>Lo Zimbabwe torna alle urne dopo le elezioni farsa della scorsa settimana, che vedevano come unico candidato il capo dello stato uscente Robert Mugabe, Il ballottaggio è stato criticato dall&#8217;Onu e dall&#8217;Unione Europea. Dal luglio dello scoso anno, gli sfollati da questo paese sono circa tre milioni.</p>
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		<itunes:subtitle>Sarebbero circa 500 i cittadini dello Zimbabwe sfollati dal centro di detenzione di Musina, Sud Africa. Uomini, donne e bambini che cercavano di fuggire dalla ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Sarebbero circa 500 i cittadini dello Zimbabwe sfollati dal centro di detenzione di Musina, Sud Africa. Uomini, donne e bambini che cercavano di fuggire dalla violenza e instabilitagrave; del loro paese e che le autoritagrave; sud africane hanno rispedito in patria.Il centro di detenzione ospitava fino al 27 giugno 400 uomini, 50 donne e 15 bambini, il triplo rispetto al solito. Persone che cercavano di scappare alla preoccupante situazione politica del loro paese, da mesi teatro di scontri a causa delle contestatissime elezioni presidenziali. Un team di Medici Senza Frontiere ha fatto visita al campo sovraffollato ed egrave; tornato il giorno successivo per portare generi di soccorso, ma quando i medici sono tornati, nel campo non c'era piugrave; nessuno. MSF si egrave; rivolta alle autoritagrave; sudafricane che hanno confermato quello che si temeva: i cittadini dello Zimbabwe sono stati riportati al di lagrave; del confine.

"Non egrave; la prima volta che il Sud Africa attua deportazioni ma attuarle in un momento cosigrave; delicato per lo Zimbabwe, in cui si sta svolgendo il ballottaggio ci lascia scioccati", dichiara Rachel Cohen, capo missione di MSF in Sud Africa. "Non solo, secondo la legge sudafricana dovrebbe essere garantito a qualsiasi migrante l'accesso alle cure primarie gratuite, e questo spesso non avviene", aggiunge Gianluigi Lopes, MSF.

Lo Zimbabwe torna alle urne dopo le elezioni farsa della scorsa settimana, che vedevano come unico candidato il capo dello stato uscente Robert Mugabe, Il ballottaggio egrave; stato criticato dall'Onu e dall'Unione Europea. Dal luglio dello scoso anno, gli sfollati da questo paese sono circa tre milioni.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Al via il Contro G8: oggi la prima diretta streaming dal media center Sapporo</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/02/al-via-il-contro-g8-alle-1300-la-diretta-da-sapporo/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2008 10:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina Vella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il Contro G8 giapponese e&#8217; ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull&#8217;immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l&#8217;alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.
Per l&#8217;occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta&#8217; di Sapporo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/akira_logo_08.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5131 alignleft" style="float: left" src="http://amisnet.org/files/2008/07/akira_logo_08.jpg" alt="" /></a>Il Contro G8 giapponese e&#8217; ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull&#8217;immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l&#8217;alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.</p>
<p>Per l&#8217;occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta&#8217; di Sapporo e dintorni, a pochi km dal Lago di Toya, sede del summit ufficiale.</p>
<p>Akira vs G8 trasmettera&#8217; in questi giorni da uno di loro, quello di Amarc. Ce ne parla in questa prima puntata uno degli organizzatori: Tetsuo Matsuura. Con lui abbiamo parlato anche del movimento giapponese, di come la stampa sta reagendo al G8 e Contro G8, ma anche della sede del summit e di come i cittadini giapponesi considerano il loro pimo ministro Fukuda.</p>
<p>Inoltre, tema della diretta saranno anche i controlli sull&#8217;immigrazione negli aeroporti giapponesi: serrati e esagerati, stanno creando non pochi problemi agli ativisti in arrivo per protestare contro il G8. Alcuni sono stati rimandai indietro mentre altri interrogati per ore.<a href="http://amisnet.org/files/2008/07/dscn5314.jpg"></a></p>
<p>Infine, vi facciamo ascoltare anche l&#8217;intervista ad uno dei cittadini che hanno deciso di aderire all&#8217;associazione per la sicurezza del quartiere: gira per le strade della citta&#8217; con l&#8217;obiettivo di vigilare il quartiere per proteggerlo dalle persone sospette.</p>
<p><a href="http://amisnet.org/files/2008/07/on-yhe-street.mp3" target="_blank" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/downloads/mp3/on-yhe-street.mp3');">Clicca qui per saperne di piu&#8217; sulle organizzazioni cittadine per la sicurezza.</a></p>
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		<itunes:subtitle>Il Contro G8 giapponese e' ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull'immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Il Contro G8 giapponese e' ufficialmente iniziato. Tra attivisti in arrivo ed altri alle prese con i controlli sull'immigrazione agli aeroporti di Tokyo e Sapporo, l'alternative summit ha infatti preso il via ieri, 1 luglio, con una quattro giorni dedicata alle popolazioni indigene.

Per l'occasione sono stati allestiti quattro media center nella citta' di Sapporo e dintorni, a pochi km dal Lago di Toya, sede del summit ufficiale.

Akira vs G8 trasmettera' in questi giorni da uno di loro, quello di Amarc. Ce ne parla in questa prima puntata uno degli organizzatori: Tetsuo Matsuura. Con lui abbiamo parlato anche del movimento giapponese, di come la stampa sta reagendo al G8 e Contro G8, ma anche della sede del summit e di come i cittadini giapponesi considerano il loro pimo ministro Fukuda.

Inoltre, tema della diretta saranno anche i controlli sull'immigrazione negli aeroporti giapponesi: serrati e esagerati, stanno creando non pochi problemi agli ativisti in arrivo per protestare contro il G8. Alcuni sono stati rimandai indietro mentre altri interrogati per ore.

Infine, vi facciamo ascoltare anche l'intervista ad uno dei cittadini che hanno deciso di aderire all'associazione per la sicurezza del quartiere: gira per le strade della citta' con l'obiettivo di vigilare il quartiere per proteggerlo dalle persone sospette.

Clicca qui per saperne di piu' sulle organizzazioni cittadine per la sicurezza.</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>SMS: 160 impronte digitali da ascoltare</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/01/sms-160-impronte-digitali-da-ascoltare/</link>
		<comments>http://amisnet.org/agenzia/2008/07/01/sms-160-impronte-digitali-da-ascoltare/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2008 09:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[concorso]]></category>

		<category><![CDATA[radio]]></category>

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		<description><![CDATA[Amisnet è lieta di presentarvi &#8220;SMS - Storie Micro Sonore&#8221;, un concorso per i radioascoltatori e per le radio che passa attraverso il telefono. Invia un tuo SMS che ti sta particolarmente a cuore al 389-9855843. I messaggi più belli saranno messi in voce da uno speaker professionista e trasmessi dalle radio che partecipano all&#8217;iniziativa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-left: -0.61cm;margin-bottom: 0.42cm"><span style="font-size: x-small">Amisnet è lieta di presentarvi &#8220;SMS - Storie Micro Sonore&#8221;, un concorso per i radioascoltatori e per le radio che passa attraverso il telefono. Invia un tuo SMS che ti sta particolarmente a cuore al 389-9855843. I messaggi più belli saranno messi in voce da uno speaker professionista e trasmessi dalle radio che partecipano all&#8217;iniziativa. </span><span id="more-5127"></span><span style="font-size: x-small"><img src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" align="bottom" /></span></p>
<p style="margin-left: -0.61cm;margin-bottom: 0.42cm"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: x-small">Sono corti e incisivi, silenziosi ma comunicativi.<br />
Veloci si incrociano nella rete, captati ogni giorno da migliaia di antenne.<br />
Piccole storie, frammenti di poesie che appaiono sugli schermi dei nostri telefonini.<br />
Pillole di parole che ci regalano o regaliamo, minuscoli pensieri a caratteri che conserviamo gelosi nella memoria della nostra Sim.<br />
Paradigma dei nuovi stili di espressione, gli sms sono ormai tra i più diffusi canali di comunicazione.</span></span></p>
<p style="margin-left: -0.61cm"><span style="font-size: x-small">Oggi Amisnet vuole dare voce a questi &#8220;silenti&#8221; messaggi.<br />
Invia, entro il 15 luglio, la tua storia, poesia, espressione o massima al numero 389 - 9855843<br />
<span style="font-family: Arial">Solo una regola: il messaggio non può superare i 160 caratteri.</span></span></p>
<p style="margin-left: -0.61cm;margin-bottom: 0.42cm"><span style="font-family: Arial"><span style="font-size: x-small">Gli sms più belli, originali o divertenti saranno letti e messi in voce da uno speaker professionista e trasmessi dalle radio che aderiscono all’iniziativa.</span></span></p>
<p style="margin-left: -0.61cm"><img src="../wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" align="bottom" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<p><!--more--></p>
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		<itunes:subtitle>Amisnet egrave; lieta di presentarvi "SMS - Storie Micro Sonore", un concorso per i radioascoltatori e per le radio che passa attraverso il telefono. Invia ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Amisnet egrave; lieta di presentarvi "SMS - Storie Micro Sonore", un concorso per i radioascoltatori e per le radio che passa attraverso il telefono. Invia un tuo SMS che ti sta particolarmente a cuore al 389-9855843. I messaggi piugrave; belli saranno messi in voce da uno speaker professionista e trasmessi dalle radio che partecipano all'iniziativa. 

Sono corti e incisivi, silenziosi ma comunicativi.
Veloci si incrociano nella rete, captati ogni giorno da migliaia di antenne.
Piccole storie, frammenti di poesie che appaiono sugli schermi dei nostri telefonini.
Pillole di parole che ci regalano o regaliamo, minuscoli pensieri a caratteri che conserviamo gelosi nella memoria della nostra Sim.
Paradigma dei nuovi stili di espressione, gli sms sono ormai tra i piugrave; diffusi canali di comunicazione.

Oggi Amisnet vuole dare voce a questi "silenti" messaggi.
Invia, entro il 15 luglio, la tua storia, poesia, espressione o massima al numero 389 - 9855843
Solo una regola: il messaggio non puograve; superare i 160 caratteri.
Gli sms piugrave; belli, originali o divertenti saranno letti e messi in voce da uno speaker professionista e trasmessi dalle radio che aderiscono allrsquo;iniziativa.


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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Milleunavoce: le storie infinite dei profughi Palestinesi</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 22:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AMISnet</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Milleunavoce]]></category>

		<category><![CDATA[campagne]]></category>

		<category><![CDATA[palestina]]></category>

		<category><![CDATA[rifugiati]]></category>

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		<description><![CDATA[A 60 anni dalla Nakba, pubblichiamo sul blog Campagne tre nuove produzioni di Shabab Radio, le ultime nell&#8217;ambito del progetto Milleunavoce. In queste nuove trasmissioni la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa della vicenda dei profughi palestinesi nell&#8217;anniversario dell&#8217;evento che li ha resi tali.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A 60 anni dalla Nakba, pubblichiamo sul blog <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/palestina-una-cultura-in-movimento/">Campagne</a> tre nuove produzioni di <a href="http://shababfm.org" title="Shabab FM" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/shababfm.org');">Shabab Radio</a>, le ultime nell&#8217;ambito del progetto <a href="http://www.milleunavoce.org" title="milleunavoce" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.milleunavoce.org');">Milleunavoce</a>. In queste <a href="http://campagne.amisnet.org/category/milleunavoce/profughi-palestinesi/" title="ascolta!">nuove trasmissioni</a> la redazione della prima radio comunitaria nella zona di Ramallah si occupa della vicenda dei profughi palestinesi nell&#8217;anniversario dell&#8217;evento che li ha resi tali.</p>
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		<title>Schedature etniche: i rom di oggi come gli ebrei del 1938?</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/30/schedature-etniche-i-rom-di-oggi-come-gli-ebrei-del-1938/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 09:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[impronte digitali]]></category>

		<category><![CDATA[rom]]></category>

		<category><![CDATA[schedature]]></category>

		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Una banca dati con le impronte dei rom &#8220;a garanzia dei loro diritti&#8221;, questa la proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni.  L&#8217;Aned, associazione nazionale ex deportati, fa scattare l&#8217;allarme: &#8220;Questo provvedimento somiglia preoccupantemente alle schedature degli ebrei effettuate dai nazifascisti nel 1938&#8243;.
Una schedatura con le impronte di tutti i rom sul territorio italiano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una banca dati con le impronte dei rom &#8220;a garanzia dei loro diritti&#8221;, questa la proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni.  L&#8217;Aned, associazione nazionale ex deportati, fa scattare l&#8217;allarme: &#8220;Questo provvedimento somiglia preoccupantemente alle schedature degli ebrei effettuate dai nazifascisti nel 1938&#8243;.<span id="more-5111"></span></p>
<p>Una schedatura con le impronte di tutti i rom sul territorio italiano, questa l&#8217;ultima proposta da inserire nel discusso pacchetto sicurezza in questi giorni in discussione. Il censimento, secondo il ministro degli interni Maroni, &#8220;sarà uno strumento di garanzia per i rom. Ci sono bambini che vivono in mezzo ai topi, questo non può essere tollerato in un paese civile come il nostro&#8221;. In che modo la raccolta delle impronte digitali di rom e sinti possa aiutare ad allontanare i topi dalle loro case, questo ancora non è chiaro.<br />
Quello che sembra evidente è che molte delle misure contenute nel nuovo disegno di legge sulla sicurezza si muovono nella direzione del controllo e della identificazione delle etnie: prima le modifiche ai vecchi Cpt, centri di permanenza temporanea, che ora si chiamano Centri di identificazione ed espulsione; adesso la proposta di raccogliere le impronte digitali.</p>
<p>&#8220;Si scheda una minoranza sulla base di una razza e di un pregiudizio&#8221; ha dichiarato Aldo Pavia, presidente dell&#8217;Aned,l&#8217;associazione che raccoglie memorie e testimonianze degli ex-deportati nei campi di concentramento, &#8220;che si prendano le impronte a un delinquente può anche andar bene, ma che per definizione si consideri tutta una comunità come delinquente, questo è inaccettabile&#8221;.&#8221;Non dimentichiamoci che molte persecuzioni delle minoranze sono iniziate con schedature&#8221; continua Pavia, &#8220;il censimento del 1938 e le liste del censimento degli ebrei nelle prefetture furono lo strumento migliore per i nazifascisti per andare a cercare gli ebrei e deportarli dopo l&#8217;8 settembre del 1943&#8243; e conclude: &#8220;Da cose che apparentemente sembrano di poca importanza sono derivate tragedie. Il popolo italiano non deve dimenticare la sua storia&#8221;.</p>
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		<itunes:subtitle>Una banca dati con le impronte dei rom "a garanzia dei loro diritti", questa la proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni.  L'Aned, associazione ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Una banca dati con le impronte dei rom "a garanzia dei loro diritti", questa la proposta del ministro degli Interni Roberto Maroni.  L'Aned, associazione nazionale ex deportati, fa scattare l'allarme: "Questo provvedimento somiglia preoccupantemente alle schedature degli ebrei effettuate dai nazifascisti nel 1938".

Una schedatura con le impronte di tutti i rom sul territorio italiano, questa l'ultima proposta da inserire nel discusso pacchetto sicurezza in questi giorni in discussione. Il censimento, secondo il ministro degli interni Maroni, "saragrave; uno strumento di garanzia per i rom. Ci sono bambini che vivono in mezzo ai topi, questo non puograve; essere tollerato in un paese civile come il nostro". In che modo la raccolta delle impronte digitali di rom e sinti possa aiutare ad allontanare i topi dalle loro case, questo ancora non egrave; chiaro. 
Quello che sembra evidente egrave; che molte delle misure contenute nel nuovo disegno di legge sulla sicurezza si muovono nella direzione del controllo e della identificazione delle etnie: prima le modifiche ai vecchi Cpt, centri di permanenza temporanea, che ora si chiamano Centri di identificazione ed espulsione; adesso la proposta di raccogliere le impronte digitali.

"Si scheda una minoranza sulla base di una razza e di un pregiudizio" ha dichiarato Aldo Pavia, presidente dell'Aned,l'associazione che raccoglie memorie e testimonianze degli ex-deportati nei campi di concentramento, "che si prendano le impronte a un delinquente puograve; anche andar bene, ma che per definizione si consideri tutta una comunitagrave; come delinquente, questo egrave; inaccettabile"."Non dimentichiamoci che molte persecuzioni delle minoranze sono iniziate con schedature" continua Pavia, "il censimento del 1938 e le liste del censimento degli ebrei nelle prefetture furono lo strumento migliore per i nazifascisti per andare a cercare gli ebrei e deportarli dopo l'8 settembre del 1943" e conclude: "Da cose che apparentemente sembrano di poca importanza sono derivate tragedie. Il popolo italiano non deve dimenticare la sua storia".</itunes:summary>
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		<itunes:author>Amisnet</itunes:author>
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		<title>Basi militari: il progetto &#8220;Caserme&#8221; tra le montagne trentine</title>
		<link>http://amisnet.org/agenzia/2008/06/27/basi-militari-il-progetto-caserme-tra-le-montagne-trentine/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jun 2008 11:21:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marzia Coronati</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[base militare]]></category>

		<category><![CDATA[mattarello]]></category>

		<category><![CDATA[militarizzazione]]></category>

		<category><![CDATA[trento]]></category>

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		<description><![CDATA[Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati. 47 ettari di terreno agricolo coltivato a vite e piante da frutto saranno coperti da migliaia di metri cubi di porfido.
E&#8217; iniziato tutto nel 2002, quando è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati. 47 ettari di terreno agricolo coltivato a vite e piante da frutto saranno coperti da migliaia di metri cubi di porfido.</p>
<p>E&#8217; iniziato tutto nel 2002, quando è stato firmato un accordo tra Stato e Provincia di Trento, che concedeva alla provincia circa 47 ettari di area militare in cambio di 30 ettari di altro terreno agricolo pregiato. Di questi 47 ettari, che costituivano un&#8217;area militare sin dal dopoguerra,  quasi più della metà sono abbandonati e fatiscenti dal tempo della caduta del muro di Berlino.</p>
<p>&#8220;Quest&#8217;accordo era passato in sordina, solamente un gruppo di sette o otto contadini che avevano delle terre in quell&#8217;area, e che quindi gli sarebbero state espropriate, avevano portato avanti qualche assemblea per capirne qualcosa di più &#8221; racconta Franco Tessari, abitante di Mattarello e autore del blog  <a href="http://trentomilitarenograzie.blogspot.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/trentomilitarenograzie.blogspot.com');">http://trentomilitarenograzie.blogspot.com/</a>. &#8221; Questo progetto di militarizzazione del territorio nazionale, denominato &#8220;progetto Caserme&#8221;, costerebbe all&#8217;amministrazione provinciale  circa 200 milioni di euro, tra permuta dei terreni e costruzione della caserma, entrambi a carico dell&#8217;amministrazione provinciale&#8221;, ha detto Franco.</p>
<p>La Val d&#8217;Adige, già molto compromessa dalle infrastrutture, vedrebbe così altri 47 ettari cementificati.  La base verrebbe costruita su un pregiato terreno agricolo coltivato a vite e a piante da frutto e per via del rischio di esondazioni dell’Adige il terreno verrebbe rialzato con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon.</p>
<p>Il progetto della base militare è stato deciso senza nessun tipo di confronto pubblico e calato sulla testa della popolazione. Dieci giorni fa un gruppo di abitanti ha manifestato contro i primi lavori per la costruzione della base; 36 di loro sono stati fermati e gli sono stati notificati i reati di «violenza privata, invasione di terreni, interruzione di servizio di pubblica necessità e manifestazione non autorizzata».</p>
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		<itunes:subtitle>Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e lrsquo;aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ...</itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e lrsquo;aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati. 47 ettari di terreno agricolo coltivato a vite e piante da frutto saranno coperti da migliaia di metri cubi di porfido.

E' iniziato tutto nel 2002, quando egrave; stato firmato un accordo tra Stato e Provincia di Trento, che concedeva alla provincia circa 47 ettari di area militare in cambio di 30 ettari di altro terreno agricolo pregiato. Di questi 47 ettari, che costituivano un'area militare sin dal dopoguerra,  quasi piugrave; della metagrave; sono abbandonati e fatiscenti dal tempo della caduta del muro di Berlino.

"Quest'accordo era passato in sordina, solamente un gruppo di sette o otto contadini che avevano delle terre in quell'area, e che quindi gli sarebbero state espropriate, avevano portato avanti qualche assemblea per capirne qualcosa di piugrave; " racconta Franco Tessari, abitante di Mattarello e autore del blog  http://trentomilitarenograzie.blogspot.com/. " Questo progetto di militarizzazione del territorio nazionale, denominato "progetto Caserme", costerebbe all'amministrazione provinciale  circa 200 milioni di euro, tra permuta dei terreni e costruzione della caserma, entrambi a carico dell'amministrazione provinciale", ha detto Franco.

La Val d'Adige, giagrave; molto compromessa dalle infrastrutture, vedrebbe cosigrave; altri 47 ettari cementificati.  La base verrebbe costruita su un pregiato terreno agricolo coltivato a vite e a piante da frutto e per via del rischio di esondazioni dellrsquo;Adige il terreno verrebbe rialzato con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon.

Il progetto della base militare egrave; stato deciso senza nessun tipo di confronto pubblico e calato sulla testa della popolazione. Dieci giorni fa un gruppo di abitanti ha manifestato contro i primi lavori per la costruzione della base; 36 di loro sono stati fermati e gli sono stati notificati i reati di laquo;violenza privata, invasione di terreni, interruzione di servizio di pubblica necessitagrave; e manifestazione non autorizzataraquo;.

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